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venerdì 4 maggio 2018

Teroldego Rotaliano

Teroldego Rotaliano Doc Kretzer 2017 - De Vescovi Ulzbach - 


E' tutto rosa in questo vino, colore, profumi e gusto. Anche qualche pezzettino di frutta rossa. Consapevole che l'universo femminile ne andrebbe matto, per questa carica olfattiva decisamente importante, me ne sono sbafato quasi una bottiglia alla loro salute. Non e' necessario ripetere all'infinito che i rosati fermi non sono un rapporto sessuale col pigiama di Charlize Theron , ma bensì un orgasmo planetario, però fa bene, ogni tanto, ricordarlo. Bevetene a cisterne. 

Massimo Barbolini 

venerdì 20 aprile 2018

Vinitaly 2018: Nove bottiglie imperdibili!

Irpinia Fiano Doc " Sequoia "2016 - Fonzone - 
Cosa devo aggiungere a tutto ciò che ho detto di questi vini e di questa azienda? Credo nulla. Sequoia e' tutto ciò di caldo, sapido, elegante che si possa chiedere ad un vino bianco fermo. La parte di mosto che fermenta in legno si amalgama perfettamente col resto. Un bianco spaziale. 95/100



IGT Umbria Colli del Trasimeno " La Bisbetica rosè " 2016
Madrevite

Stupefacente rosato fermo di Gamay del Trasimeno, uva che solitamente si trova nel sud della Borgogna e in tante altre zone del mondo prendendo altre denominazioni. Poche ore di macerazione, maturazione in acciaio e cemento e tre mesi di bottiglia per affinare. Bomba organolettica. Petali di rosa e ciliegia. Ca po la vo ro. Applausi. 92/100


IGT Venezia Giulia Sauvignon 2017 - Ferlat - 



Clamoroso al Cabassi ( stadio di Carpi ). Un sauvignon blanc italico che sa tanto di Nuova Zelanda. Annata 2017 stratosferica con picchi universali. Una carovana di frutta esotica, menta e fiori al naso, ottima acidità, grande freschezza e impatto gustativo clamoroso. Un gigante. 98/100


Valpolicella Superiore Dop - Giovanni Ederle - 


Non ricordo purtroppo l'annata, mea culpa, ricordo però una monumentale bevibilità e una straordinaria amalgama tra legno ( dodici mesi di rovere francese ) e frutto. Queste note speziate, di frutti rossi e petali di rose che ritornano anche in bocca ne fanno un assaggio pieno e convincente. 
Bravi. 90/100


Chianti Classico Docg Quercia al Poggio 2015 


E' incredibile come passando gli anni assaggi innumerevoli Chianti Classico e la zona di preferenza del mio palato e' quasi sempre la stessa. Ho a scaffale Monsanto da qualche anno e assaggio questo che è praticamente nella stessa frazione! Polposo, carnoso, pieno, e di una eleganza che colpisce subito. Ottima sapidità in bocca, buona persistenza e finale secco e caldo. Buonissimo. 91/100



Extra Brut Vo' Millesimato 72 mesi Dosaggio Zero - Vallarom - 


Qui gioco quasi in casa nel senso che quando parlo di Filippo e Barbara mi sento come a casa. Questa è una bollicina semplicemente straordinaria. Note di lievito, crosta di pane ma soprattutto qualche accenno di mela verde, fiori e miele, invitano ad una beva eccezionale. La sapidità e l'avvolgimento che lascia in bocca lo puo' portare ad abbinamenti gastronomici abbastanza estremi, anche il rosè. Bollicina Stu Pen Da! Grazie di esistere! 97/100


Sicilia Doc Grillo Mozia 2017 Tasca D' Almerita 


Il vino che non mi aspettavo. 8 ettari sull' isola di Mozia fanno sì che venga fuori un bianco atipico per lo standard siciliano.  Al naso, forte,  c'e' il timbro del lime, qualche accenno di pompelmo e anche un filino di pepe. In bocca e' sapido, pulito, gran bella acidità e finale straordinariamente secco. Un piccolo capolavoro. 90/100


Venezia Giulia IGT Pinot Nero 2012 Bressan



Questo vino e' follia assoluta. Un enciclopedia organolettica. Al naso si sente un po' di tutto, anche la cenere del vulcano e le tagliatelle al tartufo bianco d'alba, non sto scherzando, e' una cosa incredibile!!! Provate anche solo ad annusarlo!! In bocca si conferma clamorosamente elegante e morbido lasciandoti di stucco per la profondità gustativa. Apocalittico. S.V. 


Alto Adige Valle Isarco Doc Riesling 2017 - Villscheider - 

Manca la foto dell'etichetta perchè e' la prima annata che e' stata prodotta. Riesling monumentale con note di pesca, albicocca, limone. Grandissima mineralità e sapidità in bocca, con un finale crescente di godimento gustativo. Se questa è la prima annata siamo a posto per il prossimo millennio! 95/100




Ce ne sono stati anche altri, ma quelli che mi hanno colpito di piu' sono stati questi. Piu' passano gli anni e piu' apprezzo questa fiera perchè e' ormai diventato l'unico momento dell'anno dove puoi incontrare amici, colleghi, produttori e farti insieme a loro un buon bicchiere e due sane risate. Al prossimo anno. 

Massimo Barbolini 

mercoledì 31 maggio 2017

Qualcosa di nuovo


Per motivi noiosissimi, non sto qui a spiegarvi il perchè, ultimamente devo essere, passare e fermarmi qualche giorno in Puglia, regione che viticulturalmente ho sempre odiato. Con tutte le zone benedette che ci sono in Italia proprio qui, cazzo, devo venire 2/3 volte l'anno? Ma in Piemonte no? Oh, ho sempre ritenuto i vini pugliesi di una banalità ed omologazione unica.  Morbidoni, piacioni, barriconi, dolcioni e me cojoni. Odio a pelle da paura. Poi lo scorso agosto durante il primo soggiorno forzato a San Giovanni Rotondo ho tentato la sorte dietro consiglio di un bravo e preparato ristoratore della zona. " Ti faccio assaggiare qualcosa di veramente buono ". " E' capirai, arriverà col solito primitivo big babol ". E invece no, Rosa Terra 2015 cento per cento Nero di Troia, rosato cerasuolo quasi cristallino, bei profumi fruttati e beva quasi da antologia e Nero di Troia 2014 vinificato in rosso, qui la frutta si fa piu' rossa, qualche accenno di caffè e cacao, stessa beva del rosato con qualche fine complessità in più, bello lungo il finale. Vini biologici prodotti ed imbottigliati da Valentina Passalacqua in quel di Apricena, provincia di Foggia. Una bellissima sorpresa. E se per caso passate di lì e vi capita di mangiare: 1 e 2. Ottimo cibo, bel servizio e interessantissime carte dei vini. 

Massimo Barbolini 

domenica 6 novembre 2016

Pinot Nero Romagnolo

Forlì Igp Rosso " Ecce Draco " 2015
Az. Agr. Mutiliana


Quando ne vale la pena e' giusto scrivere. Prima annata in commercio 
( 2015 ) di questo ottimo pinot nero, coltivato e vinificato in Romagna. Personalmente l'ho trovato leggermente corto in bocca, ma per le caratteristiche organolettiche solite e gradevolissime di questo meraviglioso vitigno la strada è quella giusta. La parte olfattiva e' senza dubbio la più accattivante e coinvolgente con queste note pulitissime di frutti di bosco, con punte di mirtillo e ribes, qualche vago accenno di mandorla e soffi di china. Producono anche 3 Sangiovese di Romagna provenienti da altrettanti valli diverse. Prossimamente su questi schermi. 
Massimo Barbolini 


" ECCE DRACO è un pinot nero sottile ed elegante, ottenuto da uve coltivate in alto, a 700 metri slm, in mezzo ai boschi fitti dell’Appennino Tosco-Romagnolo. Qui il pinot nero parla la lingua nuova delle marne e delle arenarie che caratterizzano i suoli, esprimendosi su un naso austero e profondo che poco concede alle dolcezze del frutto e su una bocca che ha fatto di certe 
durezze un’occasione di carattere e finezza. Un vino che chiede aria e tempo, classico e freschissimo. Il pinot nero ha trovato nei territori territori alti dell’Appennino un carattere unico e le espressioni italiane più interessanti e complesse."

mercoledì 9 marzo 2016

Pinot Nero Lo Spaventapasseri

Piemonte Doc Pinot Nero " Brigante " 2013 Cento Filari
 - Az. Agr. Lo Spaventapasseri -  


Nel 2016 non avere il sito internet non e' una cosa bellissima, ma li perdoniamo, anzi lo perdoniamo perchè questo splendido Pinot Nero fa dimenticare tutto. L'azienda e' biologica ed e' a Mombaruzzo nell' Astigiano. Questa meraviglia e' proposta nell'annata 2013 e vi distruggerà ogni sicurezza sulla provenienza. Tante volte si dice o sento dire: " ah sembra un Borgogna ? ", " ma siamo sicuri che sia italiano? ". Beh in questo singolo caso il paragone calza a pennello. Un colore degno del nettare francese, profumi di frutta rossa, qualche sentore balsamico e di muschio. In bocca ha l'eleganza di Catherine Deneuve e potrebbe scomodare le docce hot di Edwige Fenech per la persistenza gustativa. Pronto? Fantastico, una bevibilità paurosa che ultimamente accompagna tanti vini Bio che ho assaggiato. Avranno preso la strada giusta finalmente? Gli odori di cadavere putrefatto e dell'alito di Pannella sono solamente un ricordo? Lo spero con tutto il cuore. Bravo! 

Massimo Barbolini 


martedì 8 marzo 2016

Ovada Docg Cascina Boccaccio

Ovada Docg Riserva Nonno Rucchéin 2012 - Cascina Boccaccio - 


Sembra che il blocco dello scrittore sia passato. L'etichetta piu' brutta della storia dell' enologia italiana porta invece dentro al vetro un grande, grandissimo rosso da uve Dolcetto versione Ovada la più sfigata, diciamocelo,  secondo i piu', ma perche' non hanno mai bevuto questo.  Col colore di questo vino potete tranquillamente dipingere una parete della vostra camera, perchè piu' bello di cosi' si muore. Il naso e' di una eleganza difficilmente reperibile sul mercato, si erge una bella base di mandorla accompagnata da una frutta molto delicata, le note di legno arrivano ma non sono fastidiose come Renzi. In bocca e' da godere, tracannare, esagerare, fate voi, uno spettacolo per le papille gustative. Passa 24 mesi in legno ed e' vendemmiato a fine settembre a mano. I proprietari sono simpaticissimi, pensate che a Levizzano stavamo per farci una canna insieme, no scherzo! 

Massimo Barbolini 


giovedì 2 ottobre 2014

Locanda dei Salinari - Cervia -

Approfittiamo di due cose: la giornata meravigliosa e la compagnia di due cari amici. Su loro consiglio ci sediamo in questo ristorante di Cervia, facile da trovare. Per sgombrare ogni dubbio a chi legge, se vi piacciono il pesce di qualità soprattutto i crudi, un servizio familiare, competente e professionale, fermatevi senza pensarci due volte. Poche volte in vita mia ho speso  cosi' volentieri 55€, mangiando anche dei sardoni fritti con burrata e pomodorini che penso me li sognerò per i prossimi 40 anni, oltre ai magnifici 3: tonno, ricciola e mazzancolle, mamma mia che buoni, rigorosamente crudi e abbinati ad alcune ottime salse. Vogliamo tralasciare il fritto di paranza? No, fatevene portare un assaggino. Volete provare l'euforia del solito e desolante abbinamento mare e monti che oramai si trova anche nelle mense della Cir? C'e' anche qui ma, probabilmente sono l'età e altro, mi ha particolarmente esaltato la formula " capesante grigliate con funghi porcini ". Nessuna sbavatura nel servizio, tempi ottimi, solita cordialità romagnola e grande, grandissima carta dei vini, fatta in modo intelligente con ricarichi quasi da vendita d'asporto dalla quale abbiamo attinto due interessanti bottiglie a base riesling ; il Ciarla annata 2011 dell' azienda Fondo San Giuseppe in quel di Brisighella e il piu' famoso Praepositus 2012 dell' Abbazia di Novacella, Alto Adige. Match senza storia dove il piu' blasonato Altoatesino e' stato umiliato dal vino di Stefano Bariani. Una sorpresa certo, ma non per i nostri palati. La parte vino l'abbiamo terminata con uno stratosferico Kerner passito sempre dell' Abbazia. Caffè e il resto chiudono questo piacevolissimo pranzo. Peccato solo che ci fossero pochi coperti occupati, ma ultimamente anche nella ristorazione vale più il discorso delle quantità che della qualità. Poi c'e' anche da aggiungere, mia opinione personalissima, che questa tipologia di ristorante e cioe' quella che cucina pesce, ha una vomitevole e sleale concorrenza che viene dall' oriente. Io qui ci torno.  

Massimo Barbolini