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martedì 21 settembre 2010

Mister Robert - Dinan - Bretagna

Ultima tappa gastronomica in quel meraviglioso angolo di Bretagna che non mi stanchero' mai di consigliarvi e che risponde al nome di Dinan, e' questo piccolo Ristorante a poche centinaia di metri da Les 3 Lunes, recensito qualche settimana addietro. La verita' e' che la nostra meta era " la Mére Pourcel, ma in tre sere non siamo riusciti a trovare un solo buco vuoto. Dinan al tramonto regala emozioni, il cielo si colora di rosa, azzurro, quasi verde, spettacolo assoluto,stimolante per l'appetito, ma c'e' qualcosa che non lo fa?? I tavoli sono appercchiati anche all'esterno ma, fidatevi, e' meglio soggiornare dentro visto le temperature oramai autunnali. Il menu' e' chiaro, come al solito, anche un piccolo degustazione, discreta carta dei vini e servizio come sempre quasi perfetto. Il sapere che il mattino dopo si riparte verso casa, in almeno tre tappe, smorza un pochino gli entusiasmi che il tramonto aveva acceso. Le mousse di benvenuto sono abbastanza ordinarie, ottime le cappesante, straordinario il tortino di verdure. Sottolineo ancora una volta la qualita' di questa materia prima, eccezionale, che accompagna un buon trancio di branzino. Unica pecca, credo che si veda abbastanza bene dalle foto, le porzioni, veramente insufficenti. Piccolo assaggio di formaggi e una buonissima torta con frutti di bosco. Simpatico Muscadet accompagna il tutto. Conto finale di 55 euro, mancia compresa. Oramai si e' fatto buio, usciamo, ci dirigiamo verso l' Hotel consci di aver fatto una buona cena e di aver speso il giusto. Il cielo e' stellato, l'aria piu' che fresca e la voglia di godersi questo spettacolo non si esaurisce in fretta. Chiusa la parentesi con la Cote d' Armor ci dirigiamo verso il Finisterre per altre esperienze gastronomiche da raccontare.

Massimo Barbolini

Mr. Robert

Place de Cordeliers 11

Dinan


Selezione di Formaggi
Torta al burro con frutti di bosco
Filetto di branzino con un meraviglioso tortino di verdure fresche e pomodori confit
Filetto di branzino con quiche alle verdure
Le noix St. Jacques con insalata di germogli di soia
Mousse al peperone rosso e fragola, leggermente piccante
Mousse al cocomero verde e limone
Simpatico Muscadet



venerdì 17 settembre 2010

Ristorante Quintessenza -Moniga del Garda-

Un consiglio che si e' rivelato positivo. Evviva!. Un gran ristorante con un rapporto qualita'/prezzo veramente incredibile. Parto da qui, 130 euri complessivi per tutto quello che vedete fotografato qui sotto e mancano due calici di vino, Cremant di Borgogna per aperitivo, una gradevolissima vendemmia tardiva del Garda e un Calvados e mezzo. Raramente mi e' capitato di spendere cosi' relativamente poco per un pranzo di questa portata e qualita'. Siamo a Moniga del Garda, appena dopo Salo' e il ristorante e' facilmente trovabile visto che e' nel centro del paese di fronte ad una rotonda. L'ingresso e' composto dall' ampia veranda estiva che vista la splendida giornata di sole e' ancora apparecchiata. L'accoglienza e' gentile e professionale. Inutile stare a dirvi che gia' con il gioco di benvenuto, piacevolissima e brillante idea, ero al settimo cielo, un bicchierino di Pirlo (Spritz di questa zona), assaggio di gorgonzola e noci ed un sacchettino con all' interno crostini di vari gusti. Partenza col turbo. La tartara di pescato, branzino, semplicemente perfetta, il polpo mantecato assolutamente equilibrato con bellissima presentazione, le code di gamberi saporite il giusto, croccanti, leggermente orientali. Nessun piatto pretenzioso, tutto cucinato con il massimo della semplicita'. Uno SPLENDIDO Riesling dell' azienda Pratello di Padenghe sul Garda, annata 2002, ci ha accompagnati per tutto il pasto, profumi eterei con note di zolfo, limoni e agrumi canditi, gran palato, chiusura stupefacente. Nei primi dieci assaggi che ho fatto quest' anno senza la minima esitazione. Proseguendo, il Sacher sandwich con spuma all' Irish Coffee, da mangiare con le dita e leccarsi pure i polpastrelli. A Vienna non ne ho mangiati di cosi' buoni. Ottimi caffe' e piccola pasticceria chiudono in bellezza.C'e' altro? Certo, la carta delle vivande e' bene impostata, avete la possibilita' di due menu' degustazione uno a 45 e l'altro a 60 euri, il resto propone antipasti, primi e secondi di carne e pesce assemblati bene insieme. La carta dei vini e' ben assortita con ricarichi giusti per il posto. Il servizio e' semplicemente perfetto, con un Super Bonus per la Maitre alla quale non ho chiesto colpevolmente il nome. Ragazza che sprizza passione, competenza e simpatia da tutti i pori ( adora anche Raveneau, doppio bonus). Che dire? Da tornarci nel piu' breve tempo possibile.

Massimo Barbolini

Ristorante Quintessenza Piazza San Martino 3 Moniga del Garda tel. 0365 502116



Ottimi Panini
La sala
Gioco di benvenuto
Code di gamberi croccanti con ristretto agrodolce allo zenzero
Tartara di pescato, finocchi, frutto della passione e liquirizia con sfogliette di pane all'uva
Polpo mantecato alle patate, pomodorini, olive e sedano
Ottimo Riesling del garda
Luccio con capperi, acciughe e giardiniera di verdure tiepide
Scampi gratinati con pane alle erbe e sesamo tostato
Selezione di formaggi
Marmellate della casa
Sorbetto all' arancia
L' eretico Pinot Nero Passito - Cantrina -
Sacher sandwich con spuma di Irish Coffee, GENIALE
Dolcetti finali

venerdì 10 settembre 2010

Caves Madeleine - Beaune - Borgogna

Gia' trovarsi in un Paradiso vinicolo come questo e' per noi enogastroappassionati un orgasmo difficile da spiegare, poi se si trova anche un posticino cosi', dietro consiglio di passionatigourmet molto piu' famosi ed importanti, diventa difficile dimenticare questa vacanza. Non e' il miglior ristorante dove voi possiate andare e non e' nemmeno la miglior Enoteca, nella piazza centrale di Beaune ce ne sono un paio molto piu' fornite, ma decisamente ha l'ambientazione piu' calda e caratteristica.I menu' scritti alla lavagna fortificano ancor di piu' la singolarita' di questa Caves, scelta molto ampia tra l'altro. La carta dei vini e' a vista nel senso che potete girare gli scaffali, scegliere la bottiglia col prezzo scritto a pennarello bianco nel fondo della bottiglia, aggiungere 6 euro e ve la trovate servita in tavola. Dopo una decina di minuti di assoluto rincoglionimento davanti a cosi' tanti vini e dietro consiglio della, penso, moglie dell' oste scelgo uno Chambolle Musigny 2007 di Francois Legros che si rivelera' molto ruffiano con un finale leggermente troppo legnoso, ma pur sempre complesso. L'inizio cibario e' composto da una Terrine de Campagne, una specie di polpettone con rognoni, carne di bue, su letto di lattuga ed erbe e un filetto di sarde su letto di cipolla, patate e maionese, servito freddo. Intriganti e sfiziosi entrambi gli antipasti. Senza fronzoli ma gradevolissimi. Le verdure sono sempre impressionanti come sostanza, gusto e tecnica di cottura. Perfette ovunque, anche nelle bettole piu' oscure. Seguono una spettacolosa anatra con patate al forno e altrettante escalope ai funghi, anche queste ultime da segnalare per la semplice preparazione ma dal sapore intenso e pieno. Insieme alle pietanza c'e' un piccolo cestino di pane, baguette tradizionale accompagnata da qualche panino alle spezie molto gradito. Due caffe' chiudono questa bella esperienza vacanziera. Conto finale di 80 euri (40 solo il vino), ampiamente meritati. Bel posto, bella esperienza in una zona baciata dalla fortuna, ma non solo, intorno a Beaune potete trovare i comuni piu' famosi della Borgogna seguendo la Route des Grands Crus. Esperienza da consigliare vivamente.

Massimo Barbolini









mercoledì 25 agosto 2010

Les 3 Lunes - Dinan - Bretagna

Arrivare a Dinan nel nord della Bretagna ti riporta indietro di circa 500 anni. Il piccolo centro bretone e' per la maggior parte rimasto in stile medievale, affacciato sul fiume Rance nel Dipartimento della Cotes d' Armor genera sentimenti di rilassatezza, riposo e soprattutto fame. Oltre a questo e' anche segnalato come centro gastronomico importante per la Bretagna da tante guide, soprattutto francesi e uno dei posti piu' acclamati e' Les 3 Lunes dove si cimenta ai fornelli lo chef Thierry Teffaine. Non mi e' dato sapere se questo Signore abbia un curriculum stellato o pullulante di esperienze transcontinentali, ma l'impatto col ristorante e sala da The e' a prima vista incantevole.
Non avendo prenotato incrociamo le dita. La solita fortuna vacanziera fa si' che ci sia solo un tavolo libero e in men che non si dica ce lo accaparriamo subito. Una volta accomodati ci vengono dati i menu' che come al solito sono molto chiari e propongono varie "Formule" una delle quali a 23 euro a persona con tre portate, che scende a 15.50 a pranzo. Prezzi direi mai visti dalle nostre parti, merito probabilmente del ribasso dal 10 al 5.5% dell iva sui pasti e pure dell' onesta' dei ristoratori che hanno subito preso al balzo la palla, ma non sta a me parlare di politica.
Intelligente anche la carta dei vini, con pagine che recitano cosi': " meno di 20 euro ", " tra i 20 e i 25, insomma ce ne e' per tutte le tasche. Scelgo un discreto Cabernet Franc della zona, nulla piu'. Per quanto riguarda le pietanze il benvenuto e' stato una buona crema fresca di pomodoro al basilico, seguito da un cuore di lattuga con avocado, prosciutto iberico, pomodori confit, funghi del mercato piu' un' encomiabile piatto di
escargots con verdure a vapore, funghi fritti e due scaloppe di foie gras. Direi che la qualita' dei prodotti e' davvero da Cesar! Le cotture sono perfette. Le mie lumache sono quasi croccanti, il foie gras e' grasso, dolce e cremoso, l'insalata e' piu' fresca che non si puo'.
Inizio col botto, ma c'era d'aspettarselo, le facce dei commensali tradivano gia' dall'inizio una goduria gustativa fuori dai canoni. Anche i tempi di comanda sono all'altezza del posto. Piccola attesa e ci vengono servite le seconde pietanze. Filetto di Bue, scaloppa di foie gras, spiedini di verdura, crema di carote, funghi arrosto e sigaro al sugo ristretto e' la prima apoteosi, favoloso, non aggiungo altro.
Il capolavoro, piatto del viaggio sicuramente se non quasi' gia' dell' anno e' stato l' Agnello fume' con verdure di stagione e pomme de terre. Memorabile, cotto in rosa con qualche spizzico di erba cipollina, sugo eccezionale, carne cotta a puntino e 8 costolette spesse un dito.
Da gustarselo pezzo per pezzo, quasi succulento. Scarpetta dovuta. L' esaltazione per questo piatto ha fatto passare in secondo piano la presentazione del filetto. Vorrei farvi notare il " recipiente " del ristretto di bue, messo all'interno di un contenitore da sigaro e le verdure conficcate nella forchetta. Gode anche la vista.
Ovviamente e' stato tutto divorato senza la ben che minima esitazione. Indubbiamente la vacanza incide, ma i piatti mi sono sembrati fatti tutti quanti in modo passionale ed artigianale con materia prima da urlo. Altro capitolo riguarda la grandezza delle porzioni, in alcuni casi forse esagerate. Due persone normali credo che si sarebbero saziate con solo un piatto. ma noi siamo dipendenti dalla gastronomia di questo livello :-).
L' ambiente si fa sempre piu' caldo e gentile nessuna voglia di tornare in albergo e concludere questa bellissima esperienza. Pero' alla mattina ci attende una visita per il sottoscritto fondamentale, i monoliti di Carnac e il doppio caffe' da me richiesto arriva nel momento giusto, accompagnato da una serie di pasticcini molto graditi.
Le conclusioni sono ovvie. Grande cena in tutto e per tutto, conto compreso (100 euri in due). Mi ripeto, il fatto di essere rilassati dopo mesi di duro lavoro rende tutto molto piu' fiabesco e idilliaco, ma quando la mano di uno chef c'e', il risultato si sente sempre, spesso positivamente, anche in questo angolo semisperduto della Francia.

Massimo Barbolini
Restaurant Les 3 Lunes
Rue de la Lainerie 22
22100 Dinan
Tel. 00330296108532
http://www.le3lunes.fr


lunedì 23 agosto 2010

Vacanza 1

Ogni anno diventano sempre piu’ agognate, attese, desiderate. Oramai non se ne può più fare a meno. Ferie, ferie e solo ferie. L’idea non c’era di base, ma dopo una rapida consultazione abbiamo destinato il nostro tempo libero d’agosto verso la Bretagna. In mezzo ci voleva una tappa, ma proprio solo un pit stop, la scelta e’ caduta per sabato 14 agosto su St. Etienne. Prenotato con largo anticipo l’albergo grazie alle magnifiche applicazioni per Iphone, arriviamo nella cittadina verso le 18 dopo aver fatto una incomprensibile fila di piu’ di un ora e mezza al tunnel del Frejus. Motivo?Solamente due casse aperte e classiche file- auto all’italiana, una macchina sopra all’altra. Ovvio che nonostante l’inizio della Ligue 1 di calcio, la città sia praticamente vuota, gli unici locali aperti sono solamente molto più che etnici. L’unico posto che sembra animato da qualcosa di più del viso della Gioconda e’ questa Taverna, facente parte di una catena, proprio sotto al nostro Ibis. Siamo stanchi, stremati, il giorno dopo ci aspetta un’ altra smacchinata da brivido e decidiamo di entrare. Solito professionale ed educato cameriere ci accompagna al tavolo. I menu’ sono come sempre ampi e propongono varie proposte, fin troppe, compresi i sempre interessanti plat du jour. Scegliamo una insalata Gourmand meta’ per uno e due entrecote di mucca charolaise. L’insalata e’ freschissima, pomodori ottimi, un pezzettino di stinco, qualche fetta di petto d’oca, pane tostato e una discreta vinaigrette. La porzione e’ esagerata, nella foto e’ gia la mia meta’, ma qui per chi non ci fosse mai stato, “ les salades “ sono di questo formato. Sulla carne bisognerebbe aprire un’ enciclica perché viene sempre presentata in modo gustoso ed invitante, cotta alla perfezione, presentata meglio e di una succosità infinita. Piango al pensiero delle nostre sole da scarpa mangiate di sovente. Un piccolo Cote de Provence mi lava il palato, chiudo con un orrido caffe’ e conto di 60 euri in due. Poteva andare meglio ma sicuramente anche molto molto peggio. Nel frattempo il locale si e’ riempito e una buona ventina di persone attende educatamente il tavolo in fila, alla francese però..

Massimo Barbolini

La Taverne de Maitre Kanter

Avenue Denfert Rochereau 35

Saint Etienne






domenica 8 agosto 2010

Champagne

CHAMPAGNE DEUTZ BRUT S.A.


L’ ho bevuto oggi a pranzo e non ci avrei scommesso un €, ed invece mi e’ piaciuto, molto. E’ suddiviso in parti quasi uguali tra Pinot Nero, Meunier, Chardonnay, assemblaggio ben riuscito anche se ovviamente avrei sparato un “ sicuramente e’ un Pinot nero in purezza “. L’impressione piu’ piacevole e’ stata la schiuma intensa e cremosa accompagnata da un bellissimo naso di tostatura e frutta molto acerba, identificarla e’ difficile ma la pera e’ quella che si erge meglio delle altre. E’ un sans annèe ma ha potente struttura e corpo. In bocca e’ piacevolmente fresco con bellissimi aromi minerali, finale altamente agrumato. Devo dire da sballo con i salumi e la zuppetta di fagioli, pomodoro fresco e trippa di baccala’ della Trattoria ai Due Platani. Bella scoperta, s’ impara sempre qualcosa.

Massimo Barbolini

lunedì 2 agosto 2010

FRANCIACORTA DOCG ROSE' S.A. BREDASOLE
La moda nostrana spinge questo tipo di vino. Ho sempre considerato i vini rosati, tutti, una enorme incompiuta. Non ho mai assaggiato cose che mi abbiano fatto impazzire, a parte qualche raro caso ( uno dei quali sara' prossimamente su questi schermi). Questa e' la prima eccezione,si beve bene, seriamente con bollicina fragile, quasi saten. Bella frutta, pochi lieviti, grande acidità e ottima freschezza. Altra moda e' il tutto pasto e questo ne e' il capostipite. Segnalo anche la bellissima spuma rosa che invita a trangugiare il bicchiere senza se e senza ma. Azienda non molto conosciuta almeno qui da noi. Il Brut non mi entusiasma molto, questo innegabilmente mi ammalia. Ferie arrivate presto.

Massimo Barbolini