Translate

venerdì 16 ottobre 2009

Dall' Umbria

Gli appunti sono oramai datati, ma nella fortunata serata vinicola dedicata alla Mucca di razza bianca modenese , avevo proposto questa novita', in primo piano, e cioe' l' Igt Umbria Toralco 2007 dell'Azienda Lungarotti, uvaggio di cabernet sauvignon, merlot e sagrantino. Premesso che anche per me era " la prima volta ", non avendolo mai assaggiato prima, credo perche' fosse la prima annata in commercio, devo ammettere che mi aspettavo qualcosa di piu'. Non tanto dal punto di vista visivo, dato che il colore era accattivante ed invitante come una " rossa prosperosa ", ma gia' dal bicchiere emergeva un particolarissimo odore che proprio al sottoscritto non aggrada: legno. Assaggiandolo, Watson, conferma. E' il sentore principale, il frutto e' quasi completamente coperto da questa fastidiosissima sensazione legnosa che fa di tutto per non scomparire. Poco altro d'aggiungere. Un vero peccato, che comunque mi riprometto di cancellare, riassaggiandolo piu' avanti, sperando che l'evoluzione sia positiva.
Massimo Barbolini

mercoledì 14 ottobre 2009

Una doppietta Francese

Nell'arco di un breve periodo ho avuto la fortuna di assaggiare le annate 1995 e 1998 di questo meraviglioso Champagne. Il millesimo 1995 dopo l'jniziale sensazione olfattiva biscottata,(che qualcuno ha interpretato come un difetto), e' esploso con profumi di frutta matura e lieviti ben definiti. Una grande acidita' con leggera sensazione di evoluzione ha riempito il palato, sapidita' e freschezza ancora ben marcate. Lungo e persistente con gradevoli bollicine. In piena ma lentissima maturazione. la differenza col 1998 e' abbastanza evidente, ma la struttura del vino e' la stessa, inconfondibile. Palati meno rozzi e piu' allenati del mio riconoscerebbero il marchio di fabbrica della Maison anche se in annate diverse fra loro. Detto questo l'orologio biologico ci prospetta un vino piu' giovane, che puntualmente arriva. La frutta al naso e' decisamente acerba, la sensazione floreale pure, la nota agrumata e' rimasta sull'albero, ma la sensazione e' quasi eterea, complesso e' dire poco. La fragranza gustativa che segue e' sapida, fresca, acida, lunga e persistente, bollicine molto fini accarezzano il palato. L'impatto gustativo e senza dubbio prorompente, con finale che regala pensieri tropicali. Un Grande Champagne che mai ha deluso le mie aspettative, a differenza di altri. Purtroppo vale lo stesso discorso relativo alla zona dove vivo. Non e' un'azienda conosciuta, non e' un'etichetta conosciuta e si fatica a proporlo. Comunque, per non indebitarsi bevendo tale nettare, potete tranquillamente optare per i ben piu' a buon mercato Brut e Blanc de Blanc, rigorosamente vintage. Grandi vini per una Grandissima Maison. Si e' capito che mi piace?

Massimo Barbolini
Champagne Pol Roger Cuvee Sir Winston Churchill Brut 1995/1998
Pol Roger
Epernay - France -

domenica 11 ottobre 2009

Pub La Terra di Mezzo


Mettiamoci d'accordo subito. Per trovarlo non serve il navigatore, nel senso che non ti ci fa arrivare. A 2 km da Savignano comincia a dire, " invertire il senso di marcia e girare a destra", ma c'e' la FERROVIA!!!! " Ricalcolo,invertire il senso di marcia e proseguire per 2.8 km e girare a destra ", ma torniamo a Vignola!!!! Comunque per non sbagliarvi arrivate a Vignola, seguite per Savignano, lo superate e circa un chilometro dopo girate a sinistra ad un semaforo, passate la ferrovia e dopo due km e mezzo trovate, localita' Magazzino. Alla curva parabolica tirate dritto, non girate a sinistra, 250 mt. e sulla sinistra lo trovate. Bingo!. Avrete capito che il viaggio e' stato una piccola odissea, ed infatti dopo circa un' ora siamo arrivati. L'ingresso piu' che da Pub e' da Osteria del 1600 circa, luci soffuse, bancone in legno, vuoti di birra al muro, sgabelli e mega mensola a sinistra, con re Theoden che spina, credo a pompa, 6/7 birre. Veniamo fatti accomodare da una cameriera, carina, simpatica e cosa molto importante, educata. Prima della sala, sulla destra c'e' una vetrata/caverna con all'interno una vastissima scelta di birre in bottiglia. La sensazione e' positiva e trova riscontro nell'immensa quantita' e qualita' di birre nel menu'. Davvero impressionante. Naturalmente chiediamo consigli e la ragazza dopo averci detto che e' prossima a trasferirsi nel "magazzino", si dimostra la " Mariella " ( nota ristoratrice parmense, enciclopedia vivente sui vini) delle birre. Essendo venuti apposta per degustare birra ed associarci qualche stuzzichino, anche consistente, enunciamo i nostri gusti a Eowyn Dama di Rohan e lei ci consiglia:
2 Rebelde Orso Verde spinate a Pompa (USA)
1 St Bernardus Bianca (Belgio)
1 Falkenturm Luppolo Fresco (Germania?)
1 Vesca della Cajun (Italia)
1 Schlenkerla Marzen (Hobbit :-)
1 panino Merry - 1 Legolas - 1 Crostone - 1 porzione di pollo alla birra con funghi - vari fritti misti di verdure, mozzarelle, olive, crocchette, patatine fritte e maionese a volonta', ma si per una sera la dieta puo' anche andar a fare in............Le ho assaggiate tutte. Devo dire che la Rebelde al naso aveva una sensazione fruttata che mai ho sentito in un vino. Potrei associarla all'odore che rilasciano i succhi di frutta. una sensazione gustativa uguale che lascia la bocca molto pulita. Una bella spuma bianca interessante ed un colore ambrato gradevolissimo. Ma la chicca della serata e' stata la Schlenkerla Marzen. Sentore principale al naso? Lo speck. Affumicatissima, ma in bocca la sensazione scemava lasciando un leggero amarognolo che allietava il palato. Le altre onestamente non mi hanno particolarmente colpito, ma erano buone. Il cibo, almeno per il sottoscritto, e' passato in secondo piano. Pero' devo segnalare l'ottimo fritto misto all'italiana. Ben fatto ed assolutamente digeribilissimo. Conto di 75,00 euri in 4. Bel posto, da tornarci di sicuro per assaggiare altre birre interessanti e conversare piacevolmente con la competentissima ragazza, alla quale non abbiamo chiesto il nome.
Massimo Barbolini
La Terra di Mezzo Irish Pub
Via Magazzeno 3133
Magazzino di Savignano s/Panaro

giovedì 8 ottobre 2009

Dura o non dura? Dura il Verdicchio

La cantina si svuota (per noi e’ gia’ Natale) e come per incanto trovo, qua e la’, cartoncini misti di vere e proprie chicche. Addirittura ben 3 bottiglie di questo Verdicchio dei Castelli di Jesi classico Le Vaglie 2006 dell’azienda Santa Barbara. Credo avesse preso i 3 Bicchieri GR, ma non ne sono certo e comunque come un Verdicchio che si rispetti, regge il ticchettio delle lancette. Questo e' un vitigno emozionante, elegante, prodigo di profumi. Si potrebbe passare un' intera serata a cogliere le varie sfumature olfatto-gustative di questo meraviglioso vitigno italiano. Già nel bicchiere un brillantissimo giallo dorato con piccoli riflessi verdi ed una consistenza buona ci aprono la strada giusta. Minuto di silenzio per i profumi. Miele, fiori leggermente appassiti tra i quali si scorge nettamente il tiglio, che non e' un fiore, ma il ricordo e' quello. Un paio di minuti nel bicchiere ed ecco affiorare uno speziato che non ti aspetti, leggero, ruffiano che piu' non si puo'. Acidita' e freschezza la fanno subito da padroni bevendolo. Rimane la sensazione mielosa che si percepiva al naso. Lunghissimo e molto persistente. nessun segno di cedimento nell'immediato, anzi. Un grande vino, un grande vitigno e lasciatemelo scrivere, un grande produttore. Promette d' invecchiare senza chirurgo estetico.



Massimo Barbolini

Colli Piacentini

A volte mi chiedo per quale motivo oscuro cerco di piazzare in una citta' come la mia prodotti di questo tipo. Comunque, quello che vado a raccontarvi e' un 2004, la Bianca regina Vendemmia Tardiva di Malvasia Doc Colli Piacentini Az. Agr. Lusenti. Colore giallo dorato, ma tanto oro che quasi luccica, discreta consistenza. Profumi particolarissimi al naso, netta sensazione floreale, tendenza passita. In bocca lo si ritrova secco, morbido, corposo, peccato che gli anni abbiano appiattito intensita' e persistenza. Una vena " Portuale " sul finale. Un vino particolare che nelle annate piu' giovani puo' catturare l'attenzione degli appassionati. In definitiva ha 5 anni ed ha retto, con le stampelle.. Della stessa azienda vi segnalo anche il Villante, ottimo cabernet sauvignon ed il gradevolissimo Fiocco di Rose, pinot grigio vinificato in rosa frizzante, adatto ancora ai 24° estivi di casa mia..E' l'8 di ottobre..

P.s. Anche la simpatia della proprietaria Lodovica Lusenti, non fatela guidare pero'.

Massimo Barbolini

http://www.lusentivini.it/



mercoledì 7 ottobre 2009

I Vini d' Italia 2010 de L'Espresso

Autunno tempo di giudizi e diciamolo, anzi lo dico, e' sempre stimolante leggere opinioni di giornalisti appassionati del settore, soprattutto quando non sei d'accordo con i loro giudizi :-)..
Sono tante le cose che colpiscono negativamente la mia attenzione. Lo zero che accampa per la Valle D'Aosta, regione emergente se ce ne e' una. I soli tre premi dati all'Emilia. Uno solo alla Romagna e questo e' veramente vergognoso. Nelle Marche il Verdicchio dei Castelli di Jesi non lo sanno piu' fare, sole due eccellenze. Evito il giudizio sul " mio " Friuli perche' potrei trasalire. Ci sono, ovviamente, anche gioie inaspettate, vedi l'eccellenza al Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Semisecco 2008 Tenuta Pederzana, al Barolo Vigna Rionda Parafada di Massolino e conferme di vini pluripremiati da altre guide vedi Rosso Del Conte di Tasca d'Almerita. Molti emergenti a quanto mi e' stato detto. Domani l'acquistero' ed eventualmente saro' piu' preciso nella newsletter, analizzando ogni singola regione, magari mi sfugge qualcosa che e' stato pubblicato solo nella guida. (se volete iscrivervi mandate mail a massimo.barbolini@fastwebnet.it). Comunque sia, tenendo sempre presente che queste persone hanno lavorato, non sono d'accordo con tanti giudizi singoli dei vini, ma i palati non sono tutti uguali, e a differenza di altri penso che per il mondo vinicolo di guide non ce ne siano mai abbastanza.

Ancora Sangiovese

Non posso che essere contento per il premio ricevuto da questo formidabile vino. Non tanto per me, ma per l'azienda. Speriamo che sia uno stimolo in più per continuare a produrre qualita' come fino ad ora hanno fatto. Dimenticavo, sono i 3 Bicchieri Gambero Rosso 2010 il premio a cui mi riferivo. Il Sangiovese di Romagna Riserva Petrignone annata 2006 dell'azienda Tre Monti di Imola ha un rosso rubino splendente. Profumi balsamici, leggermente legnosi, con frutta rossa ben equilibrata che stimola le papille. Fresco, morbido, elegante, lungo e persistente. Il naso chiama e la bocca risponde. Veramente una grande annata per un vino che quasi mai tradisce.
Dagli 11 ai 14 euri in Enoteca.

P.s. Thea a parte, non sottovaluterei il Campo di Mezzo, sempre Sangiovese tra i 6/8 euri.
E qui http://lagrandeabbuffata.wordpress.com/ potete trovare il racconto di un altro vino che amo particolarmente. Fortunata la serata della ciccia, li degustammo entrambi.
http://lagrandeabbuffata.wordpress.com/2009/06/14/serata-razza-bianca-modenese-villa-gaidello-castelfranco-mo/

Massimo Barbolini
http://www.tremonti.it/catalogovini.aspx?IdVino=7